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Nepal : un viaggio sul tetto del mondo

Un giorno, in futuro, quando deciderete di affrontare un viaggio dimenticando tutto quello che avete già visto, sentito e immaginato allora è il momento giusto per andare in Nepal…e’ tutto ed il contrario di tutto

Un viaggio in Nepal è uno di quei viaggi che va affrontato con uno spirito particolare

Ora vi racconto…

Un giorno di fine agosto mi capita tra le mani una proposta di viaggio dedicata al rilancio del Nepal dopo il devastante terremoto…in due giorni decido di partire (da sola). Scelgo un volo via Dubai dove mi fermo un paio di giorni a trovare alcuni amici e poi proseguo con Fly Dubai destinazione Katmandu. All’arrivo avrei trovato qualcuno ad attendermi ed avrei anche incontrato gli altri partecipanti al viaggio.

Durante il volo fantasticavo su questa meta, su tutto il Nepal veramente. Finalmente arrivo, recupero la valigia e dopo le formalità di ingresso in un aeroporto non troppo moderno, esco. Ad accogliermi la guida nepalese, perfettamente in grado di parlare un italiano fluente ed un autista, ed ovviamente gli altri partecipanti: in totale 4,  uno di loro un bambino di 12 anni. Sarebbe stata una bella avventura!

Una cosa importante che vorrei dire a chi si aspetta solo misticismo ed atmosfere rarefatte che non è quello che troverà…cioè non troverà solo questo

Per cominciare vi descrivo Katmandu…è una di città rumorosa, inquinata ( pensate che tutti quelli che girano su due ruote indossano una mascherina che filtra le polveri) e talmente caotica che tutto quello che avevo immaginato in aereo è svanito in un attimo, “altro che meditazione e preghiera qui bisogna imparare a schivare le macchine ed i numerosissimi scooter che sfrecciano da tutte le parti. Non ci sono semafori e per attraversare la strada bisogna davvero essere dei super eroi!”

 

 

 

Ma ovviamente il viaggio è bello perchè ti porta a conoscere e quindi ad entrare in contatto con cose mai pensate…il centro di Katmandu, quello antico, è molto, molto caratteristico. Le costruzioni in parte sono danneggiate dal terremoto in parte sono così anche senza terremoto. Ho visitato l’India e molta similitudine c’è in quella che io a suo tempo ho definito “vita di strada”, qualsiasi attività si svolge sul sottile confine tra interno ed esterno. Le botteghe, i ristorantini ( ovviamente non per turisti), le varie attività, sono tutte piccolissime stanze che una semplice saracinesca divide dalla strada. Luoghi sacri e profani sono confusi in un turbinio di colori, rumori ed anche odori non sempre identificabili.

Dopo due giorni a Katmandu partenza alla volta del Parco Nazionale di Chitwan, un parco  oggi patrimonio dell’Unesco dove si possono vedere, con un pò di fortuna, rinoceronti, tigri e una serie svariata di animali selvatici e soprattutto entrare in contatto la popolazione locale passeggiando a piedi tra i sentieri del villaggio proprio ai margini del Parco.

Distanza circa 200 km su una strada a dir poco impervia. Durata 8 ore abbondanti…non potete immaginare lo stato della strada, tutta sterrata ( lavori in corso da un anno e piu’) buche a non finire e soprattutto un traffico di camion in entranbe le direzioni da far paura, a completare l’opera  improbabili stazioni di sosta e  punti ristoro. Finalmente giungiamo al lodge, completamente immerso nella natura, (la sera si gira con le torce) bellissimo!

E’ mattina…si va a fare il giro nel parco dove ci accoglie una natura assolutamente selvaggia. La giungla ai margini del fiume è meravigliosa, non ci sono veri e propri sentieri quindi si cammina spostando le foglie e gli anfratti in assoluto silenzio perchè i ranger devono percepire la presenza di eventuali animali. La fortuna è dalla nostra, ad un certo punto due immensi rinoceronti neri a due metri da noi stanno bevendo in una pozza. Wowwwwwwwwww…che emozione e che paura…sono enormi, una stazza a dir poco imponente!

Dopo aver trascorso la giornata tra giungla e visite al villaggio locale si torna al lodge e trascorsa la notte si riparte destinazione Pokkara. Anche qui il tragitto è abbastaza lungo ma meno accidentato e la sosta pranzo si fa un un bellissimo lodge con ristorante panoramico sul fiume. Arrivati a Pokkara, gita in canoa sul lago con vista sulle montagne, bellissima, peccato che una improvvisa pioggia tropicale  ci costringe alla ritirata! Poco male, sono stanchissima…si torna in hotel e ci si prepara per una cenetta tipica nepalese (cucina tra l’altro molto semplice a basa di cereali, spezie e carne). La giornata successiva sarebbe stata quella della salita al punto di avvistamento delle mitiche cime oltre gli 8000mt della catena dell’ Hymalaya  oltre ovviamente che di altre interessanti soste per visitare luoghi sacri e villaggi locali. Mattina. Si parte all’alba e quando arriviamo lo spettacolo è immenso! Davanti a noi le vette innevate tanto sospirate!

La giornata finisce e siamo tutti soddisfatti delle meraviglie che abbiamo visto e delle emozioni che abbiamo vissuto. Mattina. Sveglia sempre all’alba per tornare a Katmandu, ma qui abbiamo  cambiato il programma, niente pulmino ma un volo, la strada sarebbe stata sempre accidentata e 8/9 ore un’altra volta non avevamo proprio voglia di farle. Prenotato il volo andiamo in aeroporto. Da qui sono iniziate le risate … in parte anche per esorcizzare un pò di sana paura.

Un volo con una compagnia che si chiama Buddha Air a chi non metterebbe un pò di ansia mista a ironia? Arriviamo in aeroporto: oltre la nostra Buddha Air scopriamo esserci anche la Yeti Airlines, e giù risate…la lista passeggeri si fa “self service” in un quadernone posto al di fuori della porta di ingresso…il banco controllo bagagli non è altro che un bancone in mezzo all’aeroporto, il bar è un frigorifero e il metal detector è un passaggio attraverso un tenda, la riconsegna dei bagagli è fatta a mano! La domanda è sorta spontanea: “ma forse non erano meglio 8 ore di pulmino?” Meno male che l’aereo (quando finalmente è arrivato con 3 ore di ritardo) era un bellissimo  jet.

Il ritorno a Katmandu è stato veloce in questo comodissimo jet e tutti felici e contenti della scelta fatta siamo tornati in hotel.

Mattina. Sveglia e partenza per un’altra giornata dedicata alle visite, quelle che forse ho apprezzato di piu’ per intensità emotiva. Si comincia con la gigantesca “Stupa di Bodnath” , bellissima  e soprattutto la piu’ grande del Nepal, posta in una sorta di “fortezza” a cui si accede da un grande ingresso. All’interno tanti luoghi di culto, tempi tibetani, monaci e tantissimi “pellegrini” in preghiera che camminano in senso orario e girano i rulli della preghiera. Devo dire un ambiente molto suggestivo e davvero di grande impatto…la fortuna vuole che al tempio ci sia in corso una funzione buddista e quindi resto incantata a guardare ed ascoltare.

La giornata va in crescendo…arriviamo a Pashupatinath, la Benares del Nepal. Si arriva camminando a piedi lungo un percorso, dove tra le altre cose ci sono anche negozietti di souvenirs, sulle rive del fiume dove ai lati ci sono le “pire funerarie” e già da lontano l’odore acre del fumo ci accoglie. Ci sono in corso alcune funzioni sulla sponda opposta a quella dove noi possiamo sostare. I defunti sono avvolti in teli color arancio e vengono posti  su queste pire per essere cremati solo dopo una cerimonia di purificazione del corpo che viene posto con i piedi a bagno nel fiume.

Devo dire una situazione molto forte ma non sconvolgente, la morte, ci sottolinea la nostra guida, non è  vista come un tabu’ ma è semplicemente un passaggio ad un’altra vita. In effetti in questo luogo regna un’atmosfera surreale di pace e serenità, nemmeno il mio piccolo amico e compagno di viaggio ne resta sconvolto infatti. Sulla via del ritorno attira la nostra attenzione un piccolo trio di “santoni” ,  non so se sono veri o falsi, resta il fatto che sono li beatamente a farsi fotografare a pagamento.

La giornata prosegue con il pomeriggio dedicato alla visita della meravigliosa cittadina medievale di Bhadgaon, patrimonio dell’Unesco. Si accede salendo una scalinata alla cui fine una porta fa accedere in questa realtà che sembra un set cinematografico. Costruita tutta in mattoni rossi, le sue costruzioni hanno magnifiche porte e finestre di legno finemente intagliato, le bellissime pagode svettano in un cielo azzurro rendendo il tutto ancora piu’ magico. Devo dire che questa giornata finale del viaggio mi ha riportato un pò ai miei pensieri iniziali su quello che poteva essere il Nepal…spiritualità e suggestione emotiva forte.

Un viaggio  in Nepal è un viaggio particolare, certamente adatto a chi ha uno spirito aperto e sa vedere oltre il proprio orizzonte…non si può visitare un paese come questo se si hanno dei pregiudizi, se non si è abituati a pensare oltre il proprio pensiero…mai dire “io penso…io faccio…” qui si deve essere spettatori attenti di una realtà che tocca il cuore e l’animo soprattutto per la sua diversità.

COME BACK TO NEPAL è il mio consiglio…non ve ne pentirete