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Patagonia: viaggio tra Puerto Natales ed El Calafate

Il viaggio comincia dalla Stazione di Puerto Natales alle 8 del mattino. Stazione Bus molto moderna ed organizzata rispetto alle aspettative, così come lo sono i bus di linea, uno dei quali ci porterà a destinazione.
Si parte puntualissimi ed il viaggio comincia, inizialmente tutti svegli e chiacchieroni … pian piano poi il sonno prende il sopravvento. I passeggeri oltre noi, praticamente solo ragazzi con zaini da trekking e lunghe barbe.

Dopo circa 45 minuti si giunge alla frontiera cilena per l’uscita dal paese. Si deve scendere per il controllo dei passaporti, per fortuna c’è poca fila e si fa presto.

Si riparte e si percorre, per circa 30 minuti, un tratto di strada sterrata che collega il Cile con la frontiera Argentina.

Si scende di nuovo per il controllo dei passaporti. Qui l’attesa è un po’ più’ lunga, c’è più’ gente e quindi più’ fila…ma sono anche un po’ più’ lenti. Finite le formalità si riparte, questa volta per non fermarsi più’, se non per l’unica tappa prima della destinazione finale EL CALAFATE.

E’ l’inizio di un percorso ( la strada dopo la frontiera torna asfaltata) lungo la Steppa Patagonica da togliere il fiato. Distese immense color oro con un cielo azzurro che abbaglia.

Mi sposto dai posti davanti dove ero sistemata e vado dietro dove c’è una fila libera che mi permette di spostarmi da un lato all’altro del pullman per godere del panorama da ogni angolazione. Il mezzo è comodissimo ma il tanto sperato momento di sonno sparisce davanti questi panorami, l’emozione è più’ forte della stanchezza, non riesco proprio a chiudere gli occhi.

Kilometro dopo kilometro sono come rapita dalle immagini che scorrono davanti ai miei occhi…fino a che poi arrivano sullo sfondo le montagne con i ghiacciai…a questo punto il cuore inizia a battere più’ forte. Non so cosa mi stesse accadendo, ma i colori abbaglianti, le distese immense e i picchi innevati mi hanno come rapita !

Ho capito in quel momento che era questa l’Argentina che avevo sempre sognato di vedere, quella che avevo nel cuore come l’avessi già vissuta. L’energia che mi trasmetteva quel paesaggio è stato qualcosa di indescrivibile…passano i giorni ma l’emozione dentro è più’ viva che mai.

 

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