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Marocco…alcune curiosità da sapere sulla cucina marocchina

Tajine e Tanjia

Si tratta di due piatti tipici della cucina marocchina, entrambi di grande tradizione e soprattutto sono piatti legati alla convivialità ed alla condivisione.

Il tajine è un tegame in terracotta originario del Nord Africa, in particolare del Marocco, formato da una base circolare poco profonda  e da un coperchio a forma di cono. Grazie a questo tipico contenitore, la cottura dei cibi avviene molto lentamente, quasi al vapore,  e la condensa che si forma sul coperchio ricade sulle pietanze, rendendole saporite e tenere. Gli aromi dei vari ingredienti si amalgamano piano piano, dando come risultato dei piatti ricchi di gusti e profumi. E’ un metodo di cottura salutare, perchè con pochissimi grassi, e l’aggiunta di spezie, erbe aromatiche o frutta secca, dona ai cibi sapore in modo naturale. In Marocco il tajine viene posizionato su un braciere chiamato Bajmar, ma noi possiamo tranquillamente adattarlo, con qualche accorgimento, alle nostre cucine moderne.

Con lo stesso nome si chiamano anche le pietanze cotte al suo interno, che possono essere a base di verdura, carne o pesce, spesso accompagnate da couscous, pane arabo o pane Pita.

La tanjia invece è un must della cucina marocchina, quello che viene definito il piatto tipico di Marrakech agnello, cumino, Ras el Hanout, zafferano, limone candito, burro e olio, cotti in una giara di terracotta (la tanjia appunto) sotto la cenere del “farnatchi”, il forno a legna che scalda gli hammam.

La cottura è tutto un poema. Bisogna portare la giara di terracotta al “farnatchi“, il forno a legna che scalda gli Hammam tradizionali, presenti in ogni quartiere della medina. Dovrà cuocere per ore ed ore (in base a quanti kg di carne sono presenti) sotto la cenere calda, mai a contatto del fuoco vivo.

La tradizione vuole che a cucinare la tanjia siano gli uomini: si dice, infatti, che questo piatto sia nato in seguito a una discussione tra moglie e marito. Una di quelle da manuale in cui lei, dopo ore di litigio, conclude con la frase maestra “non potrai mai sbarazzarti di me! Non saresti in grado di cucinarti nemmeno il pranzo!” E così, ferito nell’orgoglio, il marito in cerca di rivalsa raccoglie tutto quello che trova in cucina, lo mette in una giara e si dirige al forno dell’hammam (perché sì, non è in grado di usare neanche il forno tradizionale). Nasce così il piatto tipico di Marrakech, oggi simbolo di amicizia.

 

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